domenica 12 giugno 2022

PERCHE' VOTARE SI'

Nel precedente post ho considerato solo la giustizia penale, che riguarda solo poche migliaia di individui. La giustizia civile riguarda invece milioni di cittadini e chi vi cade è come se cadesse in una fogna da cui si può uscire dopo anche non meno di una decina di anni per avere una sentenza di primo grado, cioè in tribunale. Il referendum introduce la responsabilità civile PERSONALE dei giudici quando facciano una sentenza palesemente errata soprattutto se dettata da incapacità di ragionare con il cadere in un cumulo di contraddizioni. Sono costretto a fare riferimento al mio caso personale in una vicenda ASSURDA che dura da ben 23 anni, dico 23 anni. Ero proprietario del 66% delle quote dell'ex cinema Corallo in Cagliari. Due farabutti di fratelli (con il 17% ciascuno) volevano costringermi a vendere per sanare i loro debiti personali, mentre la società era da sempre in attivo conseguendo pacificamente il suo oggetto sociale con l'affitto a terzi della sala cinematografica. Si rivolgono al presidente del tribunale per nominare un liquidatore contro la mia volontà. Un presidente del tribunale può nominare il liquidatore solo se tutti i soci sono d'accordo e sono in disaccordo solo sulla persona del liquidatore. Il presidente del tribunale Marco Onnis nomina il liquidatore dandomi come consenziente mentre dagli atti del giudizio risultavo contrario. Questo presidente del tribunale è morto molti anni fa e dunque non può più essere accusato di responsabilità civile e condannato a pagare i danni. Ma il peggio arriva dopo. Ricorro al tribunale per chiedere la revoca della nomina del liquidatore e la giudice rigetta il ricorso appellandosi ad una giurisprudenza minoritaria che diceva che bisognava in tal caso ricorrere alla Cassazione, ignorando la giurisprudenza maggioritaria della Cassazione che diceva che dovevo ricorrere al tribunale, come io avevo fatto. Il liquidatore approfitta di questa ordinanza senza attendere il mio ricorso al collegio e 5 giorni dopo l'ordinanza procede alla svendita per farsi una parcella di 166 milioni di lire. Da notare che la Cassazione qualche anno dopo cancellò la giurisprudenza minoritaria dando ragione a me. Il giorno stesso della svendita ricorsi al successore di quel presidente che aveva nominato il liquidatore. Questo presidente, Antonio Porcella, anche lui morto da qualche anno, revocò la nomina del liquidatore "data la sua abnormità" (sic!) essendo documentata la mia opposizione. A questo punto sarebbe stato logico accogliere la mia domanda di annullamento della vendita. E invece no. Sia il tribunale (con il giudice Vincenzo Aquaro), sia la Corte d'Appello hanno rigettato la mia domanda con la sragionante argomentazione che il liquidatore aveva venduto prima che la sua nomina venisse revocata. Cosicché questi giudici (con il sospetto che fossero collusi con il liquidatore che aveva l'incarico di curatore fallimentare e perciò collaboratore stretto con tutti i giudici che passavano per la direzione della sezione fallimentare del tribunale) fecero l'interesse del liquidatore perché se avessero annullato la vendita avrebbero dovuto condannare il liquidatore al pagamento del risarcimento dei danni rovinandolo economicamente. Pertanto si sentirono in dovere di salvarlo con sentenze che sono un cumulo di contraddizioni così gravi che sarebbe stato sufficiente per licenziarli considerando che un giudice che fa una sentenza vergognosa perché piena di falsità materiali e di contraddizioni non può continuare a fare il giudice. Salvando il liquidatore è stato salvato anche l'acquirente che acquistò in malafede perché da me avvertito con racc. A.R. che vi era un procedimento in corso volto a richiedere la revoca del liquidatore. In tale raccomandata gi spiegavo perché la nomina del liquidatore fosse del tutto illegittima. Ebbene, per salvare il liquidatore in tutte e due le sentenze è stato scritto che io ero favorevole alla nomina del liquidatore nonostante il presidente del tribunale che aveva revocato la nomina del liquidatore avesse dichiarato "ABNORME" la sua nomina. Falsità materiale gravissima perché solo sulla base di tale falsità materiale è stata salvata la svendita. Dopo 23 anni sono ancora in attesa che venga fissata l'udienza in Cassazione, nonostante il ricorso risalga al mese di giugno del 2018. Capite quali sono i tempi della giustizia civile? Uno può anche invecchiare e anche morire in attesa di una sentenza passata in giudicato. Il compratore non è riuscito ad avere il posssesso del locale perché subito dopo la svendita (avendo il cinema a causa della svendita cessato la sua attività) provvidi a cambiare le serrature impedendo all'acquirente il possesso del locale. Dopo tanti anni costui si è risvegliato rivendicando in tribunale  il possesso del locale. Il giudice, quello stesso che nel 2008 rigettò la domanda di annullamento non ha capito che la causa aperta nel 2016 per la rivendica del possesso è una domanda che non poteva nemmeno esistere perché tutta la vicenda è assegnata ormai alla Cassazione. Ebbene, questo stesso giudice, il solito Vincenzo Aquaro che sta continuando a fare le sue ultime sentenze perché andato in pensione da alcuni mesi, non ha la testa per avvertire che la rivendica del possesso è del tutto fuori luogo perché tutto è demandato alla Cassazione e la sua sentenza in tribunale potrebbe causare un contrasto di giudicato. Non capendolo ha accolto pazzescamente la domanda di rivendica del possesso a cui mi sto opponendo in Corte d'Appello con il motivo fondamentale di un possibile danno GRAVE E IRREPARABILE, perché in tali casi viene normalmente sospesa l'esecutività di una sentenza, essendoci un precedente procedimento in un giudizio di grado superiore (in tal caso la Cassazione) da cui dipende la causa del tribunale. Nella sentenza del tribunale del 2008 l'Aquaro aveva riconosciuto che avevo impugnato la nomina del liquidatore mentre nella stessa frase due righe sotto mi rimprovera di non avere impugnato la nomina del liquidatore. Incredibile. Esempio anche di schizofrenia. Come può un individuo simile essere considerato giudice. E' andato ora in pensione dopo avere trascorso tutta la vita in tribunale, senza mai essere arrivato ad un grado superiore. Ma che gliene poteva importare di essere promosso in Corte d'Appello se tutti i magistrati ogni quattro anni hanno un aumento di stipendio tramite la buffonata dei consigli giudiziari? E' andato in pensione con la stessa pensione di un consigliere di Cassazione valendo solo l'anzianità e non il merito. Può aver fatto anche delle sentenze aberranti, come nel mio caso, ma la mafia dei consigli giudiziari evidentemente ogni quattro anni gli ha aumentasto lo stipendio per mandarlo in pensione come se fosse divenuto consigliere di Cassazioned. 

Votare sì significa rendere un giudice responsabile dei suoi gravi errori e condannarlo a pagare PERSONALMENTE risarcendo la vottima delle loro aberranti sentenze, tale quando siano dettate da palese ignotranza o da errori di ragionamento così gravi da essere considerati inammissibili. I consigli giudiziari dove si esaminano ogni quattro anni i giudici per poter avanzare di carriera ai fini dell'aumento di stipòendio sono una grande buffonata perché si sono sempre promossi da sé escludendo il voto dei commissari laici, cioè di avvocati e giuristi di chiara fama, che sono presenti nei consigli giudiziari ma non hanno diritto di voto. Possono solo esprimere il loro parere ma non possono votare. Con il referendum anche i commissari laici (cioè non magistrati) possono votare. Ecco perché la casta del magistrati (pubblici minitesri e giudici) sono contrari al referendum: non vogliono essere giudicati da chi non appartiene alla loro casta.Vogliono continuare ad essere cittadini privilegiati che continuino a sottrarsi alla legge che vuole che chi danneggia un individuo deve pagare di tasca propria. La gente che non andrà a votare (e votando sì)  impedendo il raggiungimento del quorum si renderà responsabile della cloaca della giustizia civile.                          

mercoledì 8 giugno 2022

SI' MA NON BASTA PER UNA VERA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

La magistratura è un corpo oscuro dell'ordinamento statale e arriva ad essere un cancro che deve essere estirpato. Non basta un referendum. Sembra che esista solo la giustizia penale che riguarda poche migliaia di individui. Ci si è dimenticati della giusizia CIVILE che riguarda milioni di cittadini che debbono attendere anche decine di anni per avere una sentenza in giudicato in Cassazione. La magistratura non solo deve essere riformata ma rivoluzionata bastonando i giudici che hanno dimostrato di essere degli sragionanti. Mi trattengo appena sulla giustizia penale riguardo a quei punti che può avere contatti con quella civile nel suo ordinamento. Innanzi tutto i consigli giudiziari dove siedono sia pubblici ministeri che giudici, mentre gli avvocati o i giuristi hanno avuto presenza ma privi del diritto di voto, cosicché i magistrati si sono sempre autopromossi ogni 4 anni per fare carriera con aumento di stipendio. Per essi vale solo l'anzianità. Una volta messo il piede nei palazzacci si credono padroni della giustizia invece che umili servitori di essa. Prendiamo in esame il rapporto tra i p. m. e i giudici. Si vorrebbe continuare a conservare il passaggio da un ruolo all'altro. Ma come può uno che ha sempre coltivato l'animus accusandi piuttosto che il dovere di fare indagini senza preconcetti trasformarsi in giudice, che deve avere l'indipendenza della terzietà? E' impossibile. Vi è da considerare inoltre che le loro stanze stanno normalmente nello stesso corridoio spesso con stanze affiancate. Poiche il giudice delle indagini preliminari (gip) non ha voglia di leggersi tutto il fasscicolo del p.m. si limita a dargli più spesso uno sguardo superficiale attendosi così all'impianto accusatorio sapendo che poi deciderà per ultimo il giudice del dibattimento lavandosene lui le colpe. Ma anche il giudice del dibattimento spesso è influenzato dal p.m. del dibattimento, diverso da quello delle indagini preliminari. E così si ripete la storia di prima, cioè delle indagini preliminari, con il rischio del carcere preventivo già nella fase delle indagini preliminari. E' difficile che il p.m. del dibattimento vada contro il lavoro già fatto dal p.m. delle indagini preliminari perché dovrebbbe rileggersi tutto suo il fascicolo. A questo punto tutto dipende dal giudice del dibattimento, che comunque, nonostante cerchi di conservare una indipendenza nella sua terzietà è difficile che vada contro le sue conclusioni. Ma supponiamo che infine l'imputato, avendo scontato un carcere preliminare preventivo nella fase delle indagini venga assolto. Che fine dovrebbe fare il giudice che ingiustamente l'ha condannato? Finora non ha mai pagato di persona, come appartente all'unica categoria di cittadini che si sottraggono alla responsabilità personale. Questo è inammissibile. Se un giudice dovesse pagare di tasca propria smetterebbe di sentirsi padrone della giustizia. I p.m. evidentemente non debbono pagare nonostante siano spesso i maggiori responsabili di una condanna per come hanno svolto le indagini. Ma poiché non sono essi ad indagare e a condannare non possono essere sottoposti ad una condanna, a cui deve invece sottostare il giudice, sia delle indagini preliminari che quello del dibattimento, che hanno, il primo chiesto il rinvio a giudizio, il secondo ha emesso una sentenza di condanna di uno che poi è stato riconosciuto innocente. Questi giudici debbono pagare personalmente, come richiede il referendum, che però, essendo purtroppo abrogativo e non anche propositivo, non prevede nei casi più gravi anche il licenziamento per manifestata incapacità di avere ragionato attentamente sul fascicolo presentatogli dal p. m. La privazione della libertà di un innocente è talmente grave che chi l'ha provocata la deve pagare cara invece di continuare a fare "carriera" per anzianità, cioè a continuare ad avere un aumento di stipendio. Per anzianità un giudice può trascorrere tutta la sua vita in tribunale senza essere passato ad un grado superiore in Corte d'Appello o in Cassazione perché andrà in pensione, semplicemente per sola anzianità, con la pensione di un giudice della Cassazione. Dunque che gliene frega che non sia stata accolta dal CSM la sua richiesta di essere promosso ad un grado superiore se la sua promozione ad un grado superiore della magistratura risulta solo una questione di immagine e di nient'altro?  Ciò per quanto riguarda la giustizia penale. Il libro di Sallusti e del giudice Luca Palamara è lo specchio di una magistratura corrotta dalle sue correnti politiche così da leggere nel CSM una Corporazione di Stato Mafioso.

25 mag 2020Luca Palamara, Francesco Cossiga nel 2008: "Faccia da tonno, l'Anm è un'associazione mafiosa" · "Ma quale riforma, al governo di sinistra non ...

Ma esiste o non anche la giustizia civile? Un po' di respiro e poi passo ad essa.                        

venerdì 3 giugno 2022

DAL NULLA AL NULLA?

L'essere è e il non essere non è. Sembra una stupida tautologia la famosa frase di Parmenide. Ma non lo è affatto. Se il non essere non è non può essere nemmeno pensato, aggiunge Parmenide. Nell'omonimo difficilissimo dialogo Platone si ruppe la testa per evidenziare tutte le contraddizioni derivanti dalle opposte tesi senza riuscire a darne una soluzione. Nel dialogo successivo, Il Sofista arrivò ad una soluzione banale: dire "non è" significa che una cosa è ciò che è e non è una infinità di altre cose. Dunque il non-essere può avere solo un valore relativo e non assoluto. Il non-essere assoluto, il nulla, non può avere alcun significato. E' linguisticamente privo di senso. Il non-essere serve solo a giustificare l'uso della negazione. Dunque aveva ragione Parmenide? Un momento. Parmenide si contraddice perché dice che il nulla, il non-essere,  non può essere nemmeno pensato. E tuttavia Parmenide lo pensa dicendo che non può essere nemmeno pensato. Da qui la falsa soluzione di Platone che riduce il non-essere al non essere una cosa una infinità di cose. Ma circa 2500 anni dopo Heidegger (Essere e tempo) scrisse che il nulla può essere pensato senza contraddizioni. E non si tratta di uno spazio fisico vuoto. Si tratta dell'anticipazione del nulla nella vita, giacché la morte pensata è l'anticipazione del nulla. 

L'ultra parmenideo Emanuele Severino non si accontentò dell'eternità dell'essere, e negò il nulla aggiungendo che eterno non è soltanto l'essere perché eterni sono anche gli essenti. Dunque la morte non esiste. La vita è un passaggio dal non-essere che precede la nascita al non essere con cui termina la vita. La vita è un passaggio dal non apparire dell'essente prima della nascita al non apparire dello stesso essente dopo la morte, che dunque non è la morte dell'essente. TUTTI GLI ESSENTI SONO ETERNI. Appaiono e dispaiono continuamente. Occorre molta fantasia per arrivare a simili affermazioni. Quando riapparirà Severino in una succesiva rinascita? Che cosa sta ora facendo in attesa di riapparire? Apparirà con le stesse sembianze? Apparirà nello stesso luogo dove è nato nella sua ultima nascita e sarà nuovamente un professore universitario di filosofia? Non l'ha mai detto nelle sue strampalate affermazioni con cui si è guadagnato un posto di rilievo nella storia della filosofia.

Di fronte a simili fantasie galoppanti penso che abbiano maggiori serietà altre vie per affacciarsi al non-essere parmenideo. Se una via deve essere universale essa non può essere quella delle religioni la cui pluralità testimonia il loro relativismo. Perché rinunciare a fenomeni che scientificamente non possono essere dimostrati? Intendo riferirmi a tutti quei fenomeni che rientrano nel paranormale, compreso lo spiritismo, anche se la sua storia è piena di volute falsità. Wallace, coscopritore con Darwin dell'evoluzione naturale sulla base della selezione naturale, si era domandato come mai fosse stata così celere l'evoluzione del cervello umano. Non sapendo darsi altra spiegazione concluse che essa, e solo essa, era stata guidata da Dio. Darwin, che aveva riconosciuto a Wallace il merito di essere arrivato all'evoluzione naturale tramite la selezione naturale degi eventi casuali, gli scrisse dicendo: tu hai ucciso il nostro comune figlio. E tuttavia vi furono illustri pensatori che coltivarono lo spiritismo. Ma se è unica l'origine di tutte le forme di vita perché dovrebbe sopravvivere solo l'anima umana? Negli anni fine '70 e inizio 80 frequentai un circolo che praticava lo spiritismo. Pur inviatato alle loro sedute rifiutai forse per timore di assistere ad una di esse. Ma il medium che, senza entrare in stato di trance, provocava dei fenomeni paranormali, rimane pur oggi una persona credibile. Si chiama Ferdinando Casanova. E' in pensione quale impiegato dell'amministrazione centrale dell'Università. Un paio di anni fa (prima della pandemia) mi fece visita a casa e gli proposi di organizzare dopo tanti anni una seduta spiritica. Mi rispose che quella esperienza apparteneva al suo passato e che le conclusioni che ne aveva tratto gli erano state sufficienti per avere la certezza che si ha la sopravvivenza dell'anima umana. Mi ricordò di oggetti che si smaterializzavano e si materializzavano altrove. Gruppo di anime che apparivano sempre in gruppo avendo avuto il permesso di staccarsi da altri gruppi. Oggetti che attraversavano i muri e il lungo e pesante tavolo che improvvisamente si mosse contro di lui che stava a capotavola. Fece appena in tempo a buttarsi sotto il tavolo per non essere investito in pieno da esso. Trovò nel giardino della villa (di proprietà di colui che conduceva la seduta) una ruota di auto che teneva in casa e che, dopo essersi smaterializzata, si rimaterilizzò nel giardino. Pioggia di monete con un biglietto che diceva che erano parte di una avvenuta rapina. Il tutto sempre sotto la luce artificiale e non al buio. Se questa persona è credibile che cosa pensare di questi fenomeni scientificamente inspiegabili? Fenomeni che non possono essere spiegati sulla base di forze fisiche a noi sconosciute come invece pretendeva un mio conoscente ateo, il pittore e scrittore Tonino  Casula, che mi aveva raccontato che talvolta si divertiva con altri a trasferire un tavolino da una stanza all'altra con il porre le mani sopra di esso tendole però a distanza di qualche centimetro dalla sua superficie. Come spieghi tutto ciò? gli domandai. Risposta: sulla base di forze a noi sconosciute. Risposta che non mi convinse affatto giacché la sparizione di un oggetto e la sua riapparizzazione in altro luogo non può essere spiegata sulla base di forze sconosciute. Ecco il mio dibattermi tra una concezione scientifica del mondo che esclude ogni religione e il mio portato a credere all'esistenza di fenomeni che stanno oltre la conoscenza scientifica.                                 


LA BEFFA DEI LAVORI STAGIONALI CONTRO IL R.d.C.

Argomento di punta di coloro che combattatono il Reddito di Cittadinanza è che coloro che ne usufruiscono nonaccettano lavori stagionali anche più pagati oltre che essere coperti dal pagamento dei contributi ai fini della pensione. Argomento veramente che sa di beffa unita ad ignoranza o malafede. Finito il lavoro stagionale il fruitore del Rediito di Cittadinanza rimarrebbe disoccupato e dovrebbe nuovamente farne domanda, non essendo certo che l'attesa sia inferiore al tempo di lavoro stagionale. Pertanto la si smetta di dire che i fruitori  del R. d. C. non abbiano voglia  di lavorare. Si tratta di un argomento.  

martedì 31 maggio 2022

IL PD EMANUELE FIANO IGNORANTE

Ha detto abròga invece di àbroga in Quarta Repubblica (Rete quattro) del 30 maggio 2022.  

sabato 28 maggio 2022

LA MALASANITA' ITALIANA

Dire mala è troppo poco. E non si tratta della pandemia come causa principale. Soprattutto il personale paramedico dovrebbe essere sottoposto ad una severa selezione comprendente il lincenziamento. Segnalo quanto ho vissuto dal 6 al 21 maggio nel maggiore ospedale sardo, il Brotzu, i cui 11 piani sono piani di inferno. Vi sono arrivato con il 118 alle 2 di notte a causa di una caduta in verticale per essere inciampato in un groviglio di fili partenti da una presa di corrente. Non potevo rialzarmi. Sono stato imbragato in una lettiga e portato all'ortopedia 2 per frattura composta del femore della gamba sinistra. Ma il mio era un caso strano. Vi sarei dovuto andare mesi prima, ma in altro reparto: neurologia. Pare che una stenosi (restringimento ) del canale vertebrale non faccia scorrere la corrente nervosa nelle gambe, soprattutto la destra, con la conseguenza di un intorpedimento della muscolatura. Sottopostomi a 8 sedute di terapia del dolore (mentre io non avevo dolori) all'ospedale Businco con infiltrazoni di antinfiammatori e cortisone il risultato fu del tutto nullo. Per abbreviare i tempi del ricovero la norma è sempre la stessa: passare una visita privata in un centro privato dove l'operatore ti chiederà la modica cifra di 150 euro,  che andranno tutti a lui . La visita cosiddetta intra moenia non conviene perché una parte se la prende l'ospedale. E chi ha difficoltà a pagare la visita entra moenia? Si arrangi. E chi volesse una visita in convenzione? Anche se ha fretta perché ha dei dolori si metta in coda aspettando mesi. Ma non voglio essere oltremodo polemico trattandosi di salute. In fondo si paga la visita e solo un ticket per tutta la durata del ricovero (nel mio caso solo  due giorni). Il risultato nullo indusse il responsabile del reparto terapia del dolore a consigliarmi una serie di sedute di ozonoterapia previa la solita visita. Non gli avessi mai dato retta. Dall'intorpidimento passai al dolore delle gambe, talvolta così forte da sembrare di impazzire. Risolsi di rivolgermi ad un altro  noto esperto in terapia del dolore, il dott. Tomaso Cocco dell'ospedale Binaghi: Risultato? Nessuno. Il dott. Cocco mi disse onestamente che il mio caso non rientrava nella sua competenza e su un foglietto scrisse nome, cognome e numero di telefonino del dott. Renato Bassani neurochirurgo dell'Istituto Galeazzi di Milano. Ma ancor prima mi ero prenotato presso una clinica privata vicina a Cagliari per un intervento tramite laser agente sulla colonna vertebrale per allargarlo (periduroscopia). Mi fu proposto da una neurologa un ricovero per due giorni a pagamento per la modica cifra di 2000 euro. Rifiutai non tanto per il costo (per nulla eccessivo) quanto per i miei seri dubbi sulla modalità dell'intervento. Allora la neurologa vide in me una buona fonte di reddito. La prima visita avvenne in una clinica privata per la modica cifra di 100 euro. Ma bisognava poi organizzare i tempi dell'intervento. L'organizzazione con visita domiciliare costò 180 euro. Una seconda visita domiciliare da me non richiesta costò 150 euro perché le dissi che la fattura era per me  carta straccia e ne potevo fare a meno. Qualche giorno prima dell'intervento ebbe la "sana" idea di incominciare a programmare i farmaci venendo nuovamente a casa mia (abitando lei a circa 200 metri di distanza). Visita del costo di 150 euro. Mi disse che dovevo ringraziarla perché era riuscita ad abbreviare i tempi del (mini)intervento. Operava infatti in camera operatoria con il responsabile del reparto di ortopedia. Stando supino sentivo la sua mano guidata dal responsabile che la indirizzava su vari punti della schiena dove iniettava prima un anestetico e poi un antinfiammatorio. Risultato? NESSUNO. Mi si disse che dovevo attendere perché si manifestassero i benefici. Ma benefici non ve ne sono stati dal 23 febbraio. E ora torniamo all'inferno del Brotzu, dichiarato ospedale di eccellenza. Ero stato ricoverato in un reparto per me sbagliato perché la causa maggiore del mio stato di malessere era di natura neurologica. I dolori erano tali che nella notte insonne ero costretto a gridare: infermiera!!!!!Se ero fortunato trovavo una che mi dava una tachipirina, mentre io avevo bisogno di antidolorifici quali il Palexia e l'Efexor. Se ero sfortunato, come quasi sempre, arrivava una coppia di sadiche pronte a ripetermi "stia zitto ché non fa dormire gli altri". Al dolore si aggiungeva la rabbia di non poter porre nemmeno un piede fuori del letto a causa della frattura al femore. L'intervento avvenne due giorni dopo. Mi vennero fissate tre viti (così mi si disse) per ricomporre le parti fratturate. Dopo un ricovero di cinque giorni un'ambulanza privata mi riportò a casa. Ero pronto ad organizzarmi secondo le  disposizioni del foglio di dimissioni quando i dolori di origine neurologica, quasi mi stessero aspettando per il ritorno a casa, si scatenarono come mai prima di allora. Dovetti chiamare nuovamente il 118 per tornare al Brotzu e questa volta al piano di medicina 2. Qui almeno erano minimamente attrezzati con gli antidolorifici, che mi permisero almento, finalmente, di godere di qualche ora di sonno. Dal foglio di dimissioni è risultato che quando ero arrivato nuovamente al Brotzu, oltre alla temperatura di 38,5 ero guarito da una polmonite. Dove avrei potuto prenderla se non nello stesso ospedale durante il primo ricovero? In questo reparto il personale paramedico era ancor più insofferente nei riguardi di normali manifestazioni vocali dei dolori. E per non essere disturbati oltre una certa misura erano stati strappati i fili che collegavano il pomello alla suoneria. Bisognava gridare con inisistenza in piena notte per avere la speranza che qualcuna di affacciasse alla porta della stanza e si degnasse di applicare al braccio una flebo con antidolorifico. Ingenuamente avevo lasciato in vista alcuni antidolorifici che mi ero fatto portare da casa. Vietato usare farmaci che non fossero di dotazone ospedaliera. E ora sto seguendo a casa una terapia un po' diversa da quella ospedaliera perché combinata con quella che già i neurologi mi avevano prescritto. Controllo radiologico tra una settimana. Ma la causa dei dolori alle gambe non è stata eliminata. Dunque ho già pronta la copia di tutti gli esami richiestimi dal dott. Bassani dell'Istituto Galeazzi di Milano per una visita a distanza da prima rifiutatami e poi, forse per commozione accoltami, per sapere finalmente se si possa intervenire direttamente sulle vertebre per eliminare la causa dei dolori alle gambe. Ho perso almeno due anni nella speranza di uscire in Sardegna dalla mia condizione di sofferenza. Non avevo capito che non si trattava di uscire in Sardegna ma DALLA Sardegna.                          

mercoledì 18 maggio 2022

RITORNO A SCRIVERE E NE SPIEGO IL RITARDO

 -------- Messaggio Inoltrato --------

Oggetto: Rubbettino, info pubblicazione
Data: Wed, 18 May 2022 15:14:19 +0200
Mittente: daniele.caimi@rubbettino.it <daniele.caimi@rubbettino.it>
A: Prof.Pietro Melis <profpietromelis@gmail.com>


Gentile prof. Melis buon pomeriggio,
spero sinceramente di trovarla meglio rispetto all'ultima nostra comunicazione prima dell'intervento.
Senza volerla disturbare e solo a titolo informativo sono a chiederle quando potrà, indicativamente,
inviarmi le ultime correzioni al testo in modo da concludere la pubblicazione.
Ribadisco, il mio non vuole essere un sollecito ma solo una richiesta di informazioni per poter pianificare
le pubblicazioni dei prossimi mesi.
Un cordiale saluto

Daniele Caimi
Ufficio editoriale
+39 0968 6664212
 
Il 01/02/2022 23:34, Prof.Pietro Melis ha scritto:

Gent. Daniele Caimi

Quando ho iniziato a scrivere questa letttera avevo scritto che stavo cercando di curare le cause  dei dolori alle gambe. Causa la stenosi del canale midollare che, nonostante non abbia dolori alla schiena, mi provoca dolori alle gambe che diventano sopportabili con gli antidolorifici. Il 4 febbraio sono stato in una clinica privata per fare tutti gli esami di routine per poi fare l'intervento l'8 febbraio con il laser con il neurochirurgo Costaglioli che gode di buona fama. MA non ho sortito alcun beneficio positivo. Successivamente sono stato nell'ospedale  pubblico Binaghi per fare la terapia del dolore. Nessun risultato. Allora il responsabile del reparto mi ha detto onestamente: il suo caso non rientrra nella mia competenza. Le  do il numero di telefonino del dott. Roberto Bassani dell Istituto  Galeazzi di Milano ritenendo che sia il migliore nella chirurgia vertebrale. Avevo già preso i contatti con il dott. Bassani quando sono caduto in casa verticalmente mettendo  inavvertivamente un piede in un groviglio di fili che partono o dalla presa di corrente o  dalla ciabatta  a sua volta collegata con la presa di corrente. Cadendo verticalmente mi sono rotto il femore della gamba destra ma fortunatamente si tratta di una frattura composta  che ha comportato solo l'unione delle parti con tre viti. Sono stato ricoverato dal 118 in un ospedale pubblico chiamato Brotzu. Destino atroce  perché si tratta dello stesso ospedale in cui fui ricoverato nel 2000 per essere caduto in strada rompendomi il femore della gamba destra dove mi fu impiantata una protesi d'anca al titanio che mi rese zoppo per 8 anni. Si trattava infatti una frattura scomposta che, così mi si disse, comportava l'innesto di una protesi al titanio. Chiesi chi fosse il migliore  ortopedico in Italia nell'ortopedia e mi venne fatto il nome del prof. Lorenzo Sportono, che, pur operando anche  all'Humanitas di Rozzano (Milano), faceva frequenti visite a Roma dove era prof. a contratto e che fece la seguente diagnosi: "Protesi antiversa (in senso al contrario). Chiari segni di Radiolucenza. Si consiglia reintervento".  Chi nel 2000 mi rese zoppo per 8  anni è da molti anni in pensione (senza aver subito danni in sede giudiziaria essendo stato assolto) e chi l'ha sostituito pare che goda di buona fama. Adesso riprenderò la correzione visto che per ora non ho i dolori alla gambe, anche se certamente non sono stati i famaci presi per la rottura del femore a liberarmene.  

Tengo molto al mio libro.  Molti libri hanno successo perché fanno riferimento all'attualità e trovano pubblicità alla TV. Il mio libro non è per l'attualità suggerita da avvenimenti odierni, per cui, passato l'interesse per l'attualità, i libri passano nel dimenticatoio. Il mio libro (Scienza, filosofia e teologia. Che cos'è veramente il diritto naturale) va oltre l'interesse attuale. E tuttavia, pur superandolo, affronta la confusione tuttora imperante in poltica tra morale e diritto. Parte dall'universale per arrivare all'attuale e non viceversa.
CORDIALI SALUTI   


-------- Messaggio Inoltrato --------

venerdì 13 maggio 2022

L' INFERNO ESISTE. NEL REPARTO DI ORTOPEDIA DEL BROTZU DI CAGLIARI

 Il 6 maggio sono scivolato in casa e ho subito una frattura COMPOSTA del femore della gamba sinistra. Non potevo rialzarmi ed era meglio non rialzarmi per non peggiorare le conseguenze. Non sentivo alcun dolore. Mi sono illuso non sentendo dolori. Chiamato il 118 e legato in una barella per essere portato nell'ospedale ritenuto ospedale di eccellenza.L'OSPEDALE DI ECCELLENZA BROTZU IN SARDEGNA: Per carità! Un inferno. Assistenza infermieristica PESSIMA. Forse il campanello per chiamare assistenza sopra il mio letto era l'ultimo campanello. Ho chiamato di notte non perché mi facesse male la frattura COMPOSTA del femore. Avevo dolori atroci in conseguenza della stenosi del canale vertebrale per cui sto soffrendo dal mese di ottobre. Avevo bisogno di un antidolorifico. Quelli che mi ero portato da casa mi sono stati SEQUESTRATI senza alcuna motivazione. Non sono ammessi farmaci portati da fuori. Ed io ne ho bisogno come antidolorifici dopo avere girato per i più noti neurologi di Cagliari. Tutti mi dicevano che la stenosi (restringimento del canale vertebrale che impedisce lo scorrimento della corrente nervosa nelle gambe) non era poi  così eccessiva da richiedere un vero e proprio intervento chirurgico alla schiena (dove non ho mai avuto dolori). Ho chiamato con il campanello un infermiere/a perché mi applicassero una flebo con antidolorifico. E' venuta una criminale che ha strappato il filo del campanello e senza dire una parola se ne è andata. Mi sono informato e ho saputo che il tutto il reparto dell'ortopedia erano stati strappati tutti i fili del campanello. Per avere un infermiere in camera bisogna gridare in piena notte. Qui si deve riscontrare un REATO: La mattina non passano medici che diano informazioni dello stato del paziente. Dei chirurghi che opereranno e che già conoscono la natura dell'intervento che faranno nessuna traccia. Si conosce il chirurgo solo quando si è in sala operatoria. Stando disteso ancora su un letto portato dalla stanza mi si è avvicnato un medico che mi ha detto: sono il dott. Pace che la opererà. Poi ha voltato le spalle e se ne andato. E io sono Pietro Melis: e chi muore giace e chi vive si dà pace. Sono rimasto in uno sgabuzzino a fianco della sala operatoria dove l'anestesista (una ragazzina) mi ha fatto varie domande e dopo la preanestesia. Dopo di che sono stato trasferito nella camera operatoria adiacente dove, stando su un fianco, ho subito varie punture sulla schiena per l'anestesia che provocasse l'insensibilità totale delle gambe. Dopo circa un'ora dalla fine dell'intervento sono stato riportato nella stanza (grande con 4 letti e tutti senza campanello). Tutti strappati. Personale infermieristico (in realtà i veri infermieri sono solo due perché tutti gli altri che sembrano infermieri non lo sono). Sono ausiliari senza alcun titolo specifico. Per lavarmi sul letto due falsi infermieri mi sballottavano passandomi dall'uno all'altro come se fossi un sacco di patate e null'altro. Ogni chiamata per un operatore paramedico era solo una scocciatura. Poiché la mia stanza era di fronte alla stanzetta dei paramedici li sentivio parlare. Facevano salotto fra loro di notte perlando del più e del meno. Per avere un altro flaconcino di paracetamolo (tachipirina) per alleviare i dolori causati non dalla ferita dell'intervento chirurgico (durato dalle 11,30 alle 14) ma dalla stenosi come sopra spiegato dovevo mettermi a gridare in piena notte e solo dopo molti minuti appariva una infermiera che senza pronunciare una parola sostituiva il flaconcino precedente con n altro.Chiedevo il Palexia 100 antidolorifico portatomi da casa e me l'hanno sequestrato. E io non ero un caso singolo. Anche altri dovevano mettersi a gridare di giorno e di notte per avere un infermiere. Ognuno, come se fosse una regola, domandava sgarbatamente: che le occorre? E aggiungeva: torno subito. Quel subito se andava bene significava attendere almeno mezz'ora. Dei medici nelle stanze nemmeno l'ombra. Visto che mi avevano sequestrato TUTTI i farmaci che mi ero portato da casa come antidolorifici pur non essendoci alcuna controindicazione tra il farmaco (il solito paracetamolo del reparto) e quelli che portatimi da casa per alleviare i dolori causati dalla STENOSI mi sono messo a gridare volendo i miei farmaci. Mi sono informato al telefono presso medici di mia conoscenza e ho saputo che solo il giorno precedente l'intervento era proibito prendere farmaci che non fossero compatibili con il contenuto dell'anestesia per evitare possibili contrasti tra quelli previsti per l'intervento e quelli previsti per altre patologie, come la stenosi del canale vertebrale.Io mi ero portato da casa la cartella clinica dove vi erano ANCHE gli antidolorifici prescriti dai più noti neurologi di Cagliari che concordavano su tre antidolorifici fondamentali (Palexia 100, Efexor 75, Rivotril). Ma rifiutavano di darmeli. Per questi deficienti io ero lì solo per una frattura al femore ed altre patologie (la stenosi del canale midollare) non dovevano esistere. Ad un certo punto sono uscito fuori dai gangheri rifiutando di fare i mattutini prelievi di sangue e perfino l'eparina (anticoagulante NECESSARIO dopo un intervento chirurgico per evitare dei trombi e allora mi davano dei pezzettini dei miei farmaci nn rispettando la osologia e gli rari. In questo reparto ortopedico vi è una totale disorganizzazione, una totale mancanza di sensibilità nei riguardi del paziente. Un reparto che mi fa ricordare il film di Totò medico dei pazzzi (ma il pazzo  era lui). Voglio che ciò che ho scritto venga ripreso da altri blog o siti perché si sappia che cosa il Brotzu, ospedale di eccellenza della Sardegna.                             

giovedì 5 maggio 2022

PERCHE' GLI UCRAINI HANNO SBAGLIATO TUTTO CON ZELENSKY

E'stato sempre lodato per non avere mai lasciato l'Ucrainia. Se l'avesse lasciata sarebbe stato accusato di viltà incoraggiando l'invasione di tutta l'Ucraina e la messa al governo un governo fantoccio manovrato da Putin. E invece è stato il suo permanere al governo la causa di una guerra che sta durando da più di due mesi. Dopo l'instaurazione del governo fantoccio filorusso (con il governo Zelenzky in esilio proclamantesi l'unico governo legittimo perché votato con il 73% della popolazione) non vi sarebbe stata l'invasione armata dell'Ucrania. Ma avrebbe dovuto esserci subito l'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito della NATO con la CONTESTUALE adesione dell'Ucraina all'Unione Europea perché una reazione armata della Russia sarebbe stata necessariamente considerata una dichiarazione di guerra ad uno Stato facente parte della Nato. Avrebbe avuto a questo punto il macellatore Putin il coraggio di scendere in guerra contro tutti gli Stati della Nato compresi gli Stati Uniti? Il macellatore Putin fa il gradasso potendo portare alle lunghe la guerra (pardon: l'ordine speciale) in Ucraina sino al logoramento della resistenza ucraina. Napoleone e Hitler non furono sconfitti militarmente dalla Russia ma dall'enorme distanza che impediva i rifornimenti delle truppe sia per quanto riguardava gli alimenti sia per quanto riguardava gli armamenti. Le vittorie di Napoleone furono dovute al fatto che quel geniaccio corso (che Vincenzo Gioberti considerò sempre tra i grandi italani nel Primato morale e civile degli italiani)  costringeva le truppe nemiche ad accettare il luogo da lui preferito dove svolgersi la battaglia. Hitler non perse a Stalingrado ma nella terza battaglia di Charcov dopo avere vinto nella seconda battaglia facendo arretrarre i sovietici di 100 km. I generali chiesero rinforzi di altre divisioni ma Hitler sembrò aver voluto paradossalmente la sconfitta della Germania perché invece fece il contrario sguarnendo il fronte russo di molte divisioni per inviarle in Italia al fine di contrastare lo sbarco degli anglo-americani in Sicilia e per costituire la successiva inutile R.S.I.  Due mesi prima di suicidarsi Hitler confidò che il suo grande errore fu quello di aver voluto salvare Mussolini, che avrebbe potuto salvarsi da solo consegnandosi come prigioniero di guerra agli angloamericani, soprattutto perché aveva sempre goduto delle simpatie di Churchill. Il caso dell'Ucraina è diverso perché uno scontro tra Russia e Nato si svolgerebbe fuori del territorio russo, cioè nel luogo preferito dalla Nato che è l'Ucraina. E  irifornimenti russi difficilmente potrebbero arrivare in Ucraina perché aerei e carri armati intercetterebbero gli aiuti per i russi. Se l'Ucraina dovrà arrendersi ciò sarà per colpa principale dell'inetto Biden e della pavida U.E.  Diversa sarebbe stata la politica di Trump.                           

martedì 3 maggio 2022

IL MEDICO EBREO DELLA MADRE DI HITLER

Rimane incerto che Hitler avesse ascendenze ebraiche. Anche se fosse vero la cosa non avrebbe alcuna importanza. Si pensi che la Rivoluzione sovietica trionfò soprattutto per merito dell'ebreo Trotsky che diede vita alla Armata Rossa. Poi per dissidi ideologici (Trotsky voleva esportare la rivoluzione mentre Stalin concepiva la Rivoluzione nella sola Russia) Trotsky fu costretto all'esilio e un sicario inviato da Stalin in Messico, dove Trotsky si era rifugiato, lo uccise con con un colpo d'ascia in testa. Hitler fu sempre riconoscente nei confronti del medico della madre. Stalin, al contrario, tradì il vero artefice della vittoria del partito comunista in Russia.