martedì 25 settembre 2018

SICILIANI EREDI DELLA IMMONDA "CIVILTA'" ISLAMICA

Evidentemente non mi riferisco a tutti i siciliani, perché atti efferati nei confronti degli animali vengono compiuti in tutte le regioni d'Italia, ma pare che l'eredità della dominazione araba abbia influito sulla considerazione che i cani siano animali immondi. Immondo fu all'origine il cervello malato di colui che si inventò il Corano dettandolo da analfabeta ad uno scriba che si portava dietro per dettargli le sue luride escrescenze dicendo che gliele dettava l'arcangelo Gabriele. Come può esistere una massa di individui solo biologicamente umani che credono nelle scelleratezze di uno che, se avesse dettato oggi le pazzie del Corano, verrebbe considerato pazzo degno di Trattamento Sanitario Obbligatorio  (TSO)? 

Il sangue arabo dei siciliani





Sicilia. Sciacca. Qui i cani si uccidono e poi si buttano in discariche a cielo aperto, sul bordo delle strade. Nessuno ci fa caso. Per loro è normale, tanto era solo un cane   

1 commento:

Giancarlo MATTA ha detto...

Caro Professore,
è storicamente accertato che il "pizzo" mafioso = odiosa pretesa della criminalità organizzata siciliana (e, poi, non solo siciliana purtroppo ma che a quella si ispirò) deriva (anche foneticamente) dalla abominevole Jizyah = la "tassa" che i dominatori islamici-veri imponevano alle genti conquistate, qualora queste non volessero convertirsi alla "religione" islamica.
E quella abominevole "tassa" era perfidamente così strutturata:
a partire dal giorno della consolidata conquista, gli islamici contavano quanti individui restavano sul territorio conquistato come "renitenti" alla pretesa conversione. Stabilivano pertanto una determinata somma da suddividere pro-capite tra i "renitenti alla conversione". Tale somma doveva poi essere versata ogni anno sempre del medesimo ammontare, di modo che col trascorrere del tempo, per via di morti violente o naturali o di successive conversioni all' "islam" il peso pro-capite (cioè a carico dei restanti "renitenti") diveniva sempre maggiore fino a diventare insostenibile. Con ciò, mettendo in pratica la "sharia" = convertirsi, diventare schiavi o morire. Di tanto fu (ed è tutt'ora, come ha fatto lo "isis") capace la barbarie islamica che anche attualmente ci affronta, immutata nella sua spietata perfidia. Qualcuno vada a spiegarlo ai catto-comunisti rinnegati nostrani che amano gli islamici più di loro stessi. Giancarlo Matta