giovedì 3 giugno 2021

IL MONDO E' BUIO: LA LUCE IN SE' NON ESISTE

 Si è sempre creduto che la luce esistesse indipendentemente dalla visione. Anche tutti gli scienziati credettero che la luce esistesse di per sé. A questa convinzione non si sottrassero, per esempio Cartesio, Galileo e Newton. Ma un giorno mi venne dato in omaggio da un professore universitario (Franco Alessio) di cui ero assisstente, il Tractatus Opticus del filosofo Thomas Hobbes. Trattato che era rimasto in manoscritto e pubblicato solo nel 1963 da Franco Alessio in una rivista di filosofia. Fu per me l'occasione di scrivere un saggio intitolato Cartesio e Hobbes. Studio sull'ottica. Ebbene, scoprii che un filosofo era arrivato a capire ciò che gli scienziati non avevano mai capito: la luce non esiste. Scrive Hobbes: adeo ut ablato omni vidente lumen non amplius existat (a tal punto che, tolto ogni vedente, la luce non continuerà ad esistere). Non basta. Hobbes spiegò per primo la rifrazione della luce affermando che lo spostarsi del raggio solare verso la perpendicolare rispetto al piano orizzontale di separazione dei due mezzi (aria e acqua per esempio) è dovuto alla maggiore resistenza che trova la luce passando da un mezzo meno denso (come l'aria) ad un mezzo più denso (come l'acqua). Mentre scienziati come Cartesio, Leibniz e Newton affermavano il contrario sbagliando perché rappresentavano solo un raggio di luce con un linea retta, mentre Hobbes rappresentò un fascio di luce di luce con un rettangolo. La gente tuttora crede che la luce esista di per sé. Ma non si domanda come mai il cielo stellato apppaia buio e la luce delle stelle non si espanda in ogni direzione. Se così fosse il cielo di notte dovrebbe apparire tutto illuminato. Ma non è così. Noi vediamo la luce delle stelle solo perché abbiamo gli occhi per vederla puntando lo sguardo verso il cielo. Non l'ha spiegato nemmeno il paradosso dell'effetto Olbers nonostante si dica che fu lui a spiegare perché il cielo ci appaia buio. Olbers considerava che in un universo in espansione e finito nel tempo (nell'ipotesi del Big Bang), dato l'enorme numero di galassie comprendenti ciascuna miliardi di stelle, il cielo dovrebbe apparirci pieno di stelle. La sua risposta fu che le stelle si trovavano ad enormi distanze l'una dall'altra e che dunque noi vediamo solo le stelle di cui ci arrivata la luce, non apparendoci ancora la luce delle stelle più lontane essendo l'universo in espansione. Come si vede Olbers non affrontò la diversa questione del perché noi vediamo la luce delle stelle che giunge sino a noi. La vediamo perché abbiamo gli occhi per vederla, nel senso che senza gli occhi la luce non esisterebbe come luminosità. Infatti già il fisico arabo Alhazen aveva distinto la lux (come fatto visivo) dal lumen come radizione oggettiva, indipendente dalla visione. Ma non arrivò a capire che nemmeno la lux esiste di per sé come realtà oggettiva. Rimane ad Hobbes il merito di aver capito che il mondo è buio e lo illuminiamo noi con i nostri occhi.              

Guardate la figura 4: il cielo dovrebbe apparire tutto luminoso se ci giungesse la luce di tutte le stelle. Questo dice il paradosso di Olbers, che tuttavia non spiega perché ci giunga solo la visione delle stelle di cui ci giunge la luce.

30 ott 2011 — L'universo si espande e quindi lo spettro della luce degli oggetti che vediamo subisce uno spostamento verso il rosso (effetto Doppler). Oggetti ...

  

4 commenti:

Pippo ha detto...

Discorso capzioso.La luce esiste eccome.Certamente nessuno ne ha data finora una definizione definitiva e convincente sulla sua natura ancora misteriosa.Ovvero se è fatta di onde, corpuscoli, fotoni o altro ancora.Comunque esiste indipendentemente dall'occhio umano, infatti se illuminiamo una cella fotoelettrica con una sorgente luminosa, questa cella produce una corrente elettrica, rilevabile tramite un galvanometro collegato ad essa.La luce produce anche calore, è risaputo.Pertanto Hobbes con la sua bislacca teoria sbagliò clamorosamente.Va detto: anche i grandi errano.

Pietro Melis ha detto...

Lei come tutta la gente comune continua a credere che la luce come luminosità esista di per sé. Se una cellula fotoelettrica produce calore non è detto che produca visione. E' impossibile sradicare la falsità plurimillenaria della confusione del lumen con la lux. Eppure è evidente che se la luce esistesse di per sé indipedentemente dall'occhio tutto il cielo dovrebbe apparirci illuminato in quanto le radiazioni (lumen) di tutte le stelle si dirigono in ogni direzione circolarmente. Ciò non avviene perché di ogni stella vediamo solo i raggi che colpiscono il nostro occhio provocando la lux, cioè la visione. E perciò il discorso è chiuso. Chieda ad un fisico prima di continuare a credere in una falsità rimanendo nel buio mentale.

RIC ha detto...

Pippo ; la luce e e' energia. Energia prodotta da qualcosa. se lei va di notte in cantina trova buio . Per vedere deve attivare qualche sotterfugio. noi vediamo il cielo azurro solo grazie al sole che prima o poi esaurisce e finisce il sotterfugio e la terra restera' al buio per l' eternita' con la fine della vita che conosciamo .lei sta confondendo la luce come fonte di energia con il trasporto di questa energia luminosa.Cosi come il buio dell' universo sta pure il freddo dell universo lo zero assoluto. . 273 gradi c. Piuttosto la domanda del perche' della materia e dell energia in essa contenuta sia nata diventerebbe piu' curiosa.Senza scomodare quel DIO fatto ad imagine e somiglianza nostra , ma cercando in quel DIO che sa neppure che noi esistiamo .

Pietro Melis ha detto...

Non si capisce che cosa abbia voluto dire per negare che la luce come luminosità non esiste. Vediamo la luce del sole in tutto il cielo perché i raggi (lumen e non lux) vengono riflessi e rifratti dall'aria. Infatti coloro che arrivarono sulla Luna, pur vedendo il sole, stavano nel buio perché la Luna è priva di atmosfera.